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Ansia universitaria mai una laurea

L’Erasmus è un’arma a doppio taglio

Questa non è una storia di fantasia. 

Sicuramente c’è chi ha avuto esperienze peggiori in università e chi migliori, ma forse la mia storia può aiutarti. 

Partiamo dalla fine. Sono una studentessa fuori corso che, nel bel mezzo di una pandemia mondiale e mentre cerca di portare a termine una triennale in Scienze della Comunicazione (Scienze delle patatine a detta di tutti), ha deciso d’intraprendere un percorso di master di primo livello in Spagna in organizzazione e gestione di eventi. 

Perché anticipare il finale della mia storia? Per dimostrare che con impegno, dedizione e una sana dose di follia, ognuno coi suoi tempi può raggiungere gli obiettivi che si prefigge. 

Alle superiori ho frequentato il Liceo ad indirizzo Scienze umane opzione economico sociale e già in quarta ero andata a visitare la fiera delle università (Job&Orienta) che ogni anno si tiene a Verona. È stata utile per scoprire cosa ASSOLUTAMENTE non avrei mai fatto nella mia vita. Questo criterio si è rivelato fondamentale anche durante gli anni di università

Alla fine dopo mille dubbi e cambi di idea, avevo deciso: SCIENZE DELLA COMUNICAZIONE, non chiedetemi quali siano gli sbocchi lavorativi perché non ho ancora le idee ben chiare, vi basti sapere che si può finire ovunque ci sia qualcosa da comunicare (utile no?).

Il primo anno sono stata una studentessa fuori sede, l’esperienza più bella mai fatta in vita mia. Nessuno però mi aveva detto che se sei fuori sede e non hai l’obbligo di frequenza, per frequentare le lezioni devi avere la forza di volontà pari alla forza di Hulk.

Sono arrivata, infatti, alla sessione autunnale con ancora 3 esami del primo anno da dare. Peccato che questo secondo anno lo avrei dovuto passare in Erasmus in Spagna, quindi la mia sessione autunnale è slittata del tutto. 

 

Consigli per gli studenti Erasmus:

Consiglio numero 1 

Se dovete dare l’esame di lingua della lingua del paese in cui andrete NON DATELO MENTRE SIETE ALL’ESTERO! (sembra scontato ma non è così). Dare Spagnolo in Spagna è stata l’esperienza più traumatica della mia vita.

Consiglio numero 2 

Se fate l’Erasmus di 9 mesi date al massimo 4 esami a semestre, tanto vi ubriacherete tanto da maledirvi anche solo di averne scelti 3 da sostenere in un solo semestre. 

Consiglio numero 3 

Segnate che fate solo 9 mesi in erasmus, non importa se poi ne passate effettivamente 9 o 13 nel paese straniero. Ne risentirà un po’ la borsa di studio, ma almeno avrete ancora 3 mesi da giocarvi per poter fare il tirocinio all’estero nel caso vogliate scappare una seconda volta. 

E infine…

Rientrata in Italia ho scelto di essere una studentessa pendolare e poi, causa pandemia, una studentessa non frequentate. Come se questo non bastasse ho confidato nel mio livello di spagnolo da ex studentessa Erasmus e come esame a scelta del terzo anno mi sono infilata in un corso di lingua spagnola. Ottima scelta. Dopo essere stata bocciata per la sesta volta di fila, demoralizzata e con ancora 3 esami alla laurea, ho deciso di mandare a quel paese la sessione autunnale per confidare in quella invernale, sparando di cambiare spagnolo con un altro di mio interesse e più fattibile. L’imbroglio sta nel fatto che se dopo il terzo anno vuoi cambiare un esame, sei obbligato a iscriverti fuori corso, senza poterti laureare nella sessione straordinaria. 

Perché vi ho raccontato la mia vita in università? 

L’ho fatto con la speranza che vi sia stata almeno un po’ di aiuto o conforto, vi mando un bacio e vi auguro in bocca al lupo per qualsiasi sia il vostro sogno.

Ricordatevi, l’Erasmus è sempre un’arma a doppio taglio!

A.

 

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